Archivi categoria: Contributi

Il riscatto delle periferie è un tema all’ordine del giorno

Un vivacissimo e ricco dibattito pubblico si è tenuto venerdi sera a Tor Bella Monaca. Ospiti graditi, disponibili e soprattutto sintonizzati il regista Gabiele Mainetti e l’attore Claudio Santamaria che hanno realizzato proprio nel quartiere simbolo della rabbiosa e ribollente periferia est di Roma, il film “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Nel film un piccolo malavitoso cade nel TeveTor bella gente al dibattitore inquinato da rifiuti radioattivi e ne esce dotato di superpoteri che però mette a disposizione della giustizia – senza lesinare l’uso della forza – e del riscatto. Ed è stata proprio la parola “riscatto” il tema intorno a cui è ruotato il confronto tra una sala gremita di gente e i due protagonisti del film che ha ottenuto ben 18 nomination per il “Premio Oscar” del cinema italiano, ossia il Davide di Donatello. L’incontro, è stato organizzato dalla Carovana delle Periferie e dal comitato di quartiere di Tor Bella Monaca, si è tenuto al teatro delle Cornacchie ospite dell’Associazione Culturale Sirio 87, una associazione  “di frontiera” che cerca di mantenere aperto un presidio culturale tra i palazzoni di Tor Bella Monaca, dove da anni è chiuso il teatro aperto con fanfare dal Comune anni fa e gli effetti positivi del Piano Urban negli anni ’90 (fondi europei per le periferie) sono ormai completamente dissolti. Il deserto culturale nelle periferie è in totale simbiosi con il deserto sociale che consegna a  questi quadranti urbani tutti i record degli indici di disagio sociale. Mainetti e Santamaria hanno accettato in pochi giorni e di buon grado di tornare sulla scena del loro film per confrontarsi con la gente della periferia e lo hanno fatto con grande empatia, simpatia e semplicità. I ragazzini rasati si affacciano curiosi alla porta della sala. “Aoh, ma quello è quello che ha fatto er Dandy su Romanzo Criminale!”. Si, perché il cinema o la televisione creano anche miti e mitologie, talvolta con effetti negativi, come ha rimproverato al regista e agli attori un giovane attivista riferendosi proprio alla serie sulla Banda della Magliana (cosa diversa ma più pervasiva del film vero e proprio). Continua a leggere

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Non disperdiamo la forza messa in campo il 19 marzo

La straordinaria partecipazione di massa alla manifestazione del 19 marzo contro i diktat del comCarovana in corteo il 19 (via cavour)missario Tronca con il suo fardello di privatizzazioni, sgomberi e svendita degli spazi sociali e culturali, ha dimostrato ancora una volta che a Roma la partita del conflitto, della resistenza e delle alternative si può giocare.

Condizione decisiva per tenere aperta questa prospettiva è la ricomposizione e la capacità di azione comune di settori sociali diversi: dai giovani degli spazi sociali ai lavoratori dei servizi, dalla gente dei quartieri ai senza casa e agli operatori socio-culturali attivi sul territorio. Questa alleanza di fatto è l’unica che può avere – perché lo ha dimostrato in piazza – la capacità di stoppare la brutale normalizzazione della vita sociale e disegnare una nuova visione della città. Continua a leggere

Roma non si vende. Sabato 19 marzo tutti in piazza

Roma non si vende

La Carovana delle Periferie sabato 19 marzo parteciperà attivamente alla manifestazione “Roma non si vende” convocata da una larghissima coalizione di realtà sociali, sindacali, culturali della nostra città per dire NO al Dup del Commissario Tronca, NO alle privatizzazioni e agli sgomberi tanto dei morosi quanto degli spazi sociali.
Il Documento Unico di Programmazione, varato dal commissario Tronca sulla base delle delibere approvate dalla dimissionaria Giunta Marino, è una mannaia sui servizi e sugli spazi sociali ma è anche una gabbia – concepita solo per fare cassa – che intende ipotecare ogni scelta o decisione futura sulla città.
Saremo in piazza per portare un contributo di proposte e di iniziative tese a rovesciare le priorità nelle scelte decisive su Roma: dal Piano Metropolitano per il Lavoro al Piano Metropolitano per le Abitazioni, dal rifiuto della cementificazione selvaggia al consumo di suolo pubblico, fino all’Agenda Urbana per finanziare – con i fondi europei – la creazione di lavoro e la riqualificazione delle periferie; un piano di ragionamento complessivo che spazia dalla redistribuzione delle risorse che arrivano dal turismo ai comitati popolari di controllo sulle decisioni che attengono ai territori. Continua a leggere

IL RISCATTO DELLE PERIFERIE. PER UNA NUOVA VISIONE DELLA CITTA’, PER UN NUOVO MODELLO DI SOCIETA’

Le proposte della Carovana delle Periferie che verranno discusse nell’assemblea cittadina di sabato 27 febbraio a Roma (dalle 10.00 alle 17.00 al centro sociale Spartaco, zona Quadraro)

La Carovana delle Periferie è un’alleanza di comitati, gruppi di azione, sindacati di base, attivisti sociali che ha deciso di dare vita ad una organizzazione sociale di massa per riscattare la nostra Carovana al Brancaccio

vita, per dare un futuro dignitoso alle nostre periferie.
Abbiamo deciso di mettere alla porta coloro che portano la responsabilità delle scelte politiche e amministrative che hanno portato la città allo sbando, le periferie al degrado, che hanno regalato i servizi sociali, le aziende municipali e le esigenze abitative ai gruppi e agli speculatori privati, che sono stati complici della rete di Mafia Capitale.
Su Roma pesa adesso l’ipoteca del commissariamento e i diktat previsti dal DUP (Documento Unico di Programmazione) che impone privatizzazioni e tagli dei servizi, riduzione delle retribuzioni dei lavoratori, chiusure e sgomberi degli spazi sociali e culturali autogestiti. Ma il DUP è la conseguenza più diretta della logica di “lacrime e sangue” imposta dall’alto – dall’Unione Europea e dal governo – attraverso i vincoli del Patto di Stabilità e dell’obbligo di pareggio di bilancio. Accettando questi vincoli – europei, nazionali, locali – diventa impossibile ogni scelta di investimenti e destinazione di risorse alle esigenze popolari piuttosto che agli interessi delle banche, ai grandi gruppi privati, alle multinazionali. E’ odioso e inaccettabile vedersi imporre da Bruxelles o dal governo Renzi i tagli alle prestazioni sanitarie, alle pensioni, alle retribuzioni di chi lavora, ai trasporti e poi vedere che vengono sforati i vincoli di bilancio per dare i soldi per le spese militari, per gli interventi militari all’estero, per le guerre in cui alla fine le uniche vittime è la povera gente, sia nelle nostre città che nei paesi aggrediti.
Noi vogliamo cambiare completamente registro, a cominciare dai nostri quartieri e dalla nostra città. Continua a leggere

GLI ASILI NIDO COMUNALI NON SI TOCCANO

Siamo solidali con le maestre e le educatrici degli asili nido e delle materne

La Carovana delle Periferie impegnata ormai da mesi per il riscatto degli abitanti e del territorio della periferia romana, intende esprimere la propria convinta solidarietà alle maestre e alle educatrici degli asili nido e delle scuole materne comunali.

In primo luogo perchè le educatrici – troppo spesso precarie – sono lavoratrici importanti per la qualità della vita dei nostri quartieri e dei nostri bambini. Accanirsi contro chi assicura ogni giorno un servizio essenziale alle famiglie con le privatizzazioni, il taglio alle retribuzioni, turni e orari penalizzanti, non migliora affatto ma peggiora il servizio.

In secondo luogo la privatizzazione degli asili nido è una vergogna sia per l’amministrazione comunale che l’ha pensata sia per il prefetto/commissario Tronca che la sta realizzando attraverso il DUP (Documento Unico di Programmazione). E’ una vergogna perchè in quartieri popolari difficili come San Basilio vengono chiusi due asili nido, mentre in un altro quartiere dell’estrema periferia – Ponte di Nona – l’asilo nido già esiste ma viene ancora tenuto chiuso e abbandonato al degrado da anni. Continua a leggere

ACEA ADESSO BASTA

ACEA, ancora una volta, con il solito metodo subdolo e alla chetichella toglie l’acqua a 60 famiglie.Come ormai d’abitudine, le squadre private di distacco dell’ ACEA agiscono senza preavviso e tolgono il liquido vitale a 60 famiglie di Ponte di Nona in via Raoul Follereau 145. Non solo il metodo è intollerabile e in violazione dei diritti umani, quali appunto l’accesso  all’acqua, ma in questo come in altri casi, al danno si aggiunge la beffa, il MOROSO in questione è proprio il Comune di Roma, maggiore azionista dell’ACEA, che non paga la fornitura idrica dei suoi appartamenti di edilizia popolare e ne fa ricadere la rappresaglia sugli inquilini, che ricordiamo a tutti, pagano la fornitura idrica con il bollettino mensile riservato agli oneri accessori, acqua compresa. Vogliamo denunciare questo metodo mafioso, dell’appalto per i distacchi a società private, di cui non è dato conoscere il nome, che letteralmente di nascosto e senza preavviso arrivano e staccano l’acqua ad interi fabbricati, con veri e propri blitz che durano pochissimi minuti. La situazione nella città di Roma è sempre più insostenibile, nelle prossime settimane si preannunciano migliaia di distacchi:  invitiamo la popolazione vittima di questi abusi a vigilare attentamente, organizzando veri e propri picchetti al contatore e se necessario respingere i distaccatori, e ad allertare le realtà territoriali che su queste tematiche si mobilitano da tempo come l’ASIA_USB la Carovana delle Periferie e gli Sportelli anti distacco. Se l’acqua è un diritto respingere i distacchi è un dovere
No alle squadracce dei distaccatori.

Trasporto pubblico a Roma: dopo il disastro pure la privatizzazione

di Gualtiero Alunni

trasporti caosL’immobilità caotica del trasporto pubblico di Roma è sotto gli occhi di tutti e per essere ancora più chiari è sulla pelle di tutti i pendolari e i lavoratori del settore.
Dopo una estate terrificante per il disservizio, adesso sono arrivate le ultime mazzate. Dal 1 gennaio 2016 Trenitalia e Cotral si sfilano dal biglietto integrato “Metrebus”. Quindi, oltre al danno delle  metropolitane e dei treni che si bloccano e degli autobus che si guastano lungo il percorso, anche la beffa salata perché chi dovrà viaggiare sui treni regionali metropolitani dovrà pagare una tariffa a parte, con un pesante rincaro dei costi del trasporto pubblico. Continua a leggere